sabato 24 febbraio 2018

Alle volte è divertente sentire le scuse che raccontiamo e ci raccontiamo per rimediare del sesso.

Sto aspettando il mio compagno, abbiamo alcune commissioni da sbrigare, e intanto mi godo un buon caffè al bar.
Arriva la solita coppia da chat: lei in anticipo, lui in ritardo, per poterla osservare e decidere se incontrarla.
La donna sembra molto sicura di se: abbigliamento sexy ma non troppo, postura eretta, modi autoritari, sembra la classica donna in carriera che non ha tempo per una relazione stabile e si concede ogni tanto qualche svago.
Finalmente arriva anche l'uomo; sembra il classico impiegatucolo in giacca e cravatta, ingrigito precocemente, dello stesso identico colore del suo completo: padre di famiglia, intrappolato in un matrimonio che non lo soddisfa più, cerca uno sfogo alla monotonia della sua vita.
Lei, abituata a comandare, gli fa cenno di sedersi e ordinano da bere: quando arriva il cameriere, la donna gli porge la carta di credito e dice: "Metta tutto sul mio conto", poi aggiunge: "Non ti dispiace se pago io?", rivolta al suo accompagnatore. Lui è un po' sorpreso, ma accetta.
Iniziano a parlare, si raccontano un po', evidentemente in chat non lo hanno fatto molto.
Dopo un poco, arriva la fatidica domanda: "Come mai su un sito di incontri?". La donna spiega di essere uscita da qualche mese da un divorzio: il marito si lamentava che pensava troppo al lavoro (per una donna in carriera è quasi sempre così); e ora non ha più tempo per una nuova relazione. "E tu?", chiede a sua volta, spinta dalla curiosità.
L'uomo parte con un discorso pseudofilosofico di quelli assurdi: "Sono stato fedele per tutta la vita, poi, due anni fa, ho avuto un brutto incidente, sono stato in coma tre giorni e ho capito che la vita va goduta; mia moglie è troppo fredda, così cerco altrove.". A quel punto, lei lo guarda con compassione: "Che scusa pietosa, potevi inventare di meglio.", poi si alza e se ne va.

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