Non tutti gli appuntamenti al buio "riescono col buco".
Se una ragazza non è propriamente attraente, farebbe bene a farsi vedere, almeno in foto, o a restare nel vituale, perché, si sa, in un incontro clandestino, la cosa che conta di più (purtroppo) è, l'aspetto fisico.
Lei aspetta al bar il suo principe azzurro che, ovviamente, non l'ha mai vista.
È il classico tipo un po' insignificante, di quelle che sperano di conquistare un uomo con altre doti.
Evidentemente hanno passato settimane, forse mesi, a chattare: lei si è mostrata disponibile, comprensiva e "appassionata"; lui, sicuramente, l'ha trovata una scopata facile.
Le aspettative sono diverse: la donna cerca un compagno, l'uomo del sesso.
E arrivata in anticipo e beve nervosamente, guardando costantemente l'orologio in attesa che lui arrivi.
Finalmente arriva: bello, con l'aria da uomo vissuto, il classico tipo che sfrutta le sue innumerevoli (saranno tutte vere?) esperienze di vita per fare conquiste.
La vede da lontano e sul volto gli si dipinge un'espressione di "vago terrore".
Avvicina il cameriere e chiede della donna; ovviamente, i suoi timori sono più che fondati.
Non sa come tirarsene fuori, per fortuna lei è girata di spalle, quindi può allontanarsi senza essere visto.
Appena abbandona il bar, il telefono della donna squilla e lei, dopo aver letto il messaggio appena arrivato, cambia espressione.
Il barman fa il malaugurato errore di cercare di consolarla: "Signora, brutte notizie?"; lei risponde: "La persona che dovevo vedere ha avuto un imprevisto al lavoro, il mio appartamento è saltato."; "Mi dispiace, vuole bere qualcos'altro per rilassarsi un po'? Le preparo un cocktail speciale."
L'espressione della donna cambia nuovamente, comincia a guardare il barista con un certo interesse. Scambia la cortesia professionale dell'uomo per un velato corteggiamento.
Passa dal lei al tu: "Lo sai che sei molto gentile? Quel cocktail lo prendo molto volentieri. Avevo puntato molto su questo incontro, ma, evidentemente, non era destino."
Il barman annuisce, dandole ragione. La donna continua a sfogarsi, poi si fa più audace.
Quando l'uomo le porge il bicchiere, gli sfiora la mano con "noncuranza": "Ho una stanza prenotata, che ne dici di salire con me quando finisci di lavorare?"
Lui declina gentilmente: "Mi dispiace, non sarebbe professionale."
La cliente non demorde, prende un tovagliolini di carta e ci scrive sopra il suo numero: "Be', allora puoi sempre chiamarmi quando sei libero, possiamo vederci da qualche altra parte!"
Il barman non sa più come rifiutare: "Sono molto lusingato, ma non penso che sia una buona idea!"
Lei, però, tenta il tutto per tutto: "Ti giuro che non te ne pentirai: non ho mai detto no, per me nel sesso non ci sono limiti. Inizierei a succhiartelo come non ha mai fatto nessuna, in tanti mi hanno detto che sono bravissima... e... mi piace tantissimo quando mi aprono il culo."
L'uomo ora è evidentemente imbarazzato, la sua cliente si sta rendendo ridicola.
"Mi spiace signora, l'avevo vista delusa e volevo tirarle un po' su il morale, e non vorrei dover essere scortese. Non sono interessato a nulla di quello che potrebbe fare, per favore, non si metta ancora più in imbarazzo, mi lasci in pace."
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