Una cameriera si è licenziata da poco e il direttore è impegnato nei colloqui per sostituirla.
E piuttosto difficile trovare un dipendente valido: tra gente senza esperienza, ragazzini che non hanno voglia di lavorare il fine settimana e neodiplomati costretti dai genitori a sostenere colloqui che non vogliono fare, sembra che non si trovi un solo professionista.
Dopo alcuni giorni, però, arriva un CV abbastanza interessante: diverse esperienze, carina, giovane, diplomata all'istituto alberghiero, insomma, quella descritta è la candidata ideale.
Ovviamente il direttore la contatta e le fissa un colloquio.
Arriva il giorno dell'appuntamento: la ragazza si presenta con una gonna a tubino molto aderente, camicia bianca da cui si intravede un reggiseno di pizzo bordeaux e tacchi a spillo.
Decisamente abbigliamento da battaglia, evidentemente la donna vuole sfruttare ogni singola occasione per ottenere quel posto.
Durante il colloquio non fa altro che accavallare le gambe e sporgersi in avanti, mettendo in mostra le sue "grazie".
L'incontro sembra comunque andare bene e lei, prima di congedarsi, decide di giocarsi il tutto per tutto: "Sono single, quindi non ho problemi a lavorare su turni e neppure a fare qualche ora di straordinario, se vuole anche sotto la sua scrivania!"
Cosa non si fa per ambizione!
Questa volta, però, la proposta indecente le si ritorce contro: "Mi dispiace, ma a casa mi aspetta la mia compagna e lei, decisamente, non mi fa mancare nulla. La ringrazio del tempo che mi ha dedicato, ma non credo che lei sia la candidata ideale per questo posto di lavoro."
Così la ragazza se ne va delusa.
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