lunedì 12 marzo 2018

Sento la sirena di un'ambulanza che si ferma all'ingresso dell'hotel, pochi minuti dopo gli infermieri portano via un uomo con indosso una maschera per l'ossigeno; intorno si è formato un capannello di persone incuriosite dalla situazione.

Per spiegarvi cosa è successo devo rortorn indietro di qualche ora.

L'uomo è un ospite fisso: tutti i lunedì arriva puntuale alle 2 del pomeriggio e lascia la camera alle 17,00. Ha un matrimonio complicato (stranamente questa è la verità) con una donna soffocante, per cui, una volta alla settimana si concede un po'di svago senza impegno.
Ovviamente la moglie non sa nulla di questi tradimenti, al contrario, l'amante è ben  consapevole che si tratta solo di un piacevole diversivo.
Anche la donna è sposata e i due, qualche mese prima, si sono conosciuti su un sito di incontri, dove entrambi cercavano un po'di sano divertimento.
Quel giorno, come al solito, sono arrivati puntuali, hanno bevuto qualcosa al bar e sono saliti in camera.
Poco dopo, però, la donna ha telefonato, in preda al panico, al ricevimento: "Sono la cliente della camera 114, chiamate un'ambulanza, credo che il mio "compagno" abbia avuto un infarto!"
L'ambulanza arriva quasi subito e, a questo punto, torniamo al presente.
Gli infermieri portano via l'uomo, svenuto, mentre la donna, sotto shock, non si rende conto di cosa stia succedendo.
Come da protocollo, la moglie viene avvisata non appena l'uomo raggiunge l'ospedale: "Signora, suo marito ha appena avuto un infarto, dovrebbe raggiungerlo all'ospedale XXX"
Nel frattempo una receptionist un po' troppo zelante, manda a casa dell'uomo il conto della stanza da saldare, che, ovviamente, riceve la donna qualche giorno dopo.
La donna, ovviamente si precipita in ospedale per assicurarsi che il marito stia bene, ma, appena scoperto dove si trovava al momento del malessere, lo caccia di casa.
L'uomo non può far altro che trasferirsi in albergo stabilmente.
I primi giorni quasi non esce di camera, se non per andare a lavorare, non parla con nessuno e cerca inutilmente di ricontattare la ex moglie che non vuole assolutamente più saperne di lui.
Dopo qualche tempo, però, sente il bisogno di sfogarsi un poco e raggiunge il bar per bere qualcosa; tra un cocktail e l'altro, comincia a chiacchierare col barman: "Ho rovinato il mio matrimonio, mia moglie mi lascerà in mutande... eppure è colpa sua, mi soffocava con le sue pretese e in più erano anni che non facevamo l'amore, ma lei pretendeva che non mi sfogassi in alcun modo.
E dire che l'ho avvisata più di una volta, sia in maniera scherzosa che seriamente, che avevo le mie esigenze! Lei, però, ha sempre fatto finta di non capire!"
Il barista, servendogli l'ennesimo cocktail, fa un cenno di assenso e lo lascia sfogare ancora.
"Nonostante tutto, l'ho sempre amata e la amo ancora, è stata lei a decidere di interrompere la nostra intimità, io che dovevo fare?"

In effetti, anche se il tradimento non è mai una soluzione, quell'uomo triste mi fa tenerezza: ha cercato più volte di salvare il suo matrimonio e, alla fine, ormai deluso dai continui rifiuti della moglie si è concesso una distrazione alla sua situazione disperata.

"E poi, be', era una storia senza senso, lo sapeva anche la mia amante, ci siamo conosciuti su un sito di incontri ed entrambi avevamo il nostro matrimonio. Perché avrei dovuto rovinare la mia vita familiare per una storia senza importanza? Ma mia moglie non ha voluto sentire ragioni, edita eccomi qui: senza casa, senza famiglia e senza amante!"

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