giovedì 11 gennaio 2018

Curiosi di sapere come è andata a finire la storia del cliente della 302?

Passano un paio di giorni e, finalmente, la famosa receptionist che ha raccontato le sue fantasie alla collega, è sola in turno.
A quanto pare l'uomo non aspettava altro!
Sta facendo dei colloqui di lavoro in una saletta adiacente alla hall è, ogni tanto, lancia uno sguardo in direzione della reception.
Non appena vede la ragazza andare in bagno, si scusa col suo ospite e la segue.
Quando sta per uscire, la spinge nuovamente nella toilette, contro il muro, e la bacia, mentre le infila le mani sotto la gonna. Sa come farla eccitare e, proprio quando lei vorrebbe "passare ad altro", si allontana e le sussurra in un orecchio: "Stacchi alle 3, vero? Ti aspetto in camera!", poi si gira e torna al suo colloquio.
Lei si rimette in ordine ed esce a sua volta dal bagno, raggiungendo il collega che , vista la lunga assenza, le chiede dove fosse finita.
Mente:"Non mi sento troppo bene, devo aver mangiato qualcosa di non troppo fresco, ti spiace se prendo un tè al limone?"; "No, fai pure, mi dispiace che tu ti senta male."
La ragazza va al bar e torna poco dopo con una teiera di tè nero e tanto limone.

Pericolo scampato, il collega non si è accorto di nulla.
Per tutta la mattina è distratta, sta pensando a quello che succederà in quella camera, ma può sempre dare colpa al malessere!
Finalmente arriva la fine del turno, passa le consegne alla collega che è appena arrivata e, invece di uscire, prende un ascensore secondario e raggiunge la stanza 302.
Il cliente la sta aspettando con in mano due flutes di champagne. La invita a sedersi sul divano e le porge uno dei due bicchieri.
"Il tuo racconto era molto interessante, mi hai colpito veramente!"
Le lascia bere solo un sorso, poi le toglie il gluteo di mano e la bacia appassionatamente, mentre le slaccia la camicetta.
Si alza e la prende per mano, facendola sollevare a sua volta; le toglie la gonna, lasciandola in biancheria.
"Non muoverti, le ordina in tono perentorio; va in bagno e torna con la cintura dell'accappatoio, le lega i polsi e la trascina verso il letto.
Lega l'altro capo della cintura alla testiera, immobilizzandolo con le braccia in alto.
"Non parlare, o ti faccio male."
La ragazza trema, in un misto di paura ed eccitazione; non ha proprio il coraggio di disubbidire.
L'uomo prende una candela e la fa colare su tutto il corpo gocce di cera calda che le provocano un misto di dolore e piacere.
Vorrebbe urlare, ma proprio non ha il coraggio di farlo. Nel frattempo l'uomo le stringe i seni, fino a farle male e lei si lascia sfuggire un urlo.
A quel punto lui le assesta un sonoro sculaccione: "Ti avevo detto di non fiatare!" La ragazza ammutolisce immediatamente, ma lui le assesta un secondo colpo.
"Il primo per spiegarti in cosa hai sbagliato, il secondo per punirti."
Subito dopo inizia a percorrere il suo corpo, carezzandole, stringendola, mordendola.
Lei è spiazzata, resta immobile, tremando.
A quel punto la penetra con forza, si muove dentro di lei con decisione, pensando solo al proprio piacere, anche se non ha bisogno di preoccuparsi della ragazza; quella sua decisione la sta facendo letteralmente impazzire.
"Non provare a venire fino a quando non te lo dico io, o ne pagherai le conseguenze."
Lei cerca di non raggiungere l'orgasmo, ma... dopo un po' lo implora di lasciarla godere; senza fermarsi le assesta un ulteriore sculaccione: "Decido io", poi si dedica a se stesso, raggiungendo l'orgasmo.
"Sei stata abbastanza brava, ora penserò un po' a te!", le dice mentre scivola verso il suo sesso e inizia a leccarla in maniera divina. In breve anche lei viene, come non le era mai capitato prima.

Come si tutte queste cose? Be', l'uomo non è molto discreto e racconta ad un amico di questa sua mirabolante avventura in una lunghissima telefonata.

Nessun commento:

Posta un commento