Che dire, forse dovreste preoccuparvi di cosa fanno i vostri figli quando vanno in discoteca, di chi incontrano e di come si comportano.
È domenica mattina, arrivano in tre, due ragazzi ed una ragazza e chiedono se c'è una stanza libera.
"Di solito il check-in è alle ore 15, ma, per fortuna, abbiamo ancora una camera libera, ve la posso lasciare per un piccolo sovrapprezzo"
Sono curiosa di capire su che auto siano arrivati ed esco nel parcheggio per farlo.
Eccola: una BMW sportiva e, vista l'ora, credo proprio che i ragazzi abbiano "rimorchiato" la loro "amica" in discoteca e abbiano fatto nottata da qualche altra parte, quindi, probabilmente non li vedremo fino a sera, intenti a "divertirsi".
In effetti non mi sbaglio, i tre spariscono in fretta in camera, si fanno portare il pranzo... poi, pranzo: lei ordina una macedonia e loro due toast.
Li rivediamo all'ora di cena, quasi cadaverici e lei non sembra neppure molto allegra, evidentemente le hanno chiesto di fare delle cose che non le piacevano.
E, in effetti uno l'apostrofa con un: "Muoviti, troia, sei voluta venire tu in hotel con noi, non capisco cos'hai da lamentarti, ti abbiamo fatto male? Se non ti piace, puoi sempre andartene e ne troviamo tante altre come te!"
A questo punto, io li avrei già mandati a quel paese, lei, invece, li segue in silenzio.
Certe situazioni, giuro che non le capirò mai, come si può scendere a tali compromessi per una bella auto, una cena e una serata in discoteca?
Ma, evidentemente, a lei sta bene così!
Tornano a notte fonda, tutti e tre ubriachi, tanto che alcuni ospiti si lamentano col portiere notturno prima, e di nuovo al mattino, con il ricevimento.
Da quel che dicono, ad un certo punto, hanno sentito la ragazza singhiozzare: "Vi prego, basta, mi fate male."
Sicuramente si saranno divertiti a scoparla insieme, oppure a farsi fare un doppio pompino, fatto sta, che lei, a colazione è sempre più sconvolta.
Finito di mangiare le dicono: "Noi dobbiamo ripartire, è stato molto divertente, sei stata davvero un bel giochino questa notte, ciao."
Poi vanno a pagare e la mollano lì, da sola.
Lei si siede sui divanetti, indecisa su cosa fare, poi conta i soldi che le sono rimasti nel portafoglio e chiede al ricevimento di chiamarle un taxi.
Dalla sua espressione, sembra piuttosto infelice, ha incontrato due stronzi che hanno fatto i propri comodi e poi non hanno neppure avuto la decenza di riaccompagnarla.
Se ne va, mentre io continuo a pensare a come sia possibile accettare certi compromessi.
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