Di cose da raccontare ne avrei talmente tante, che alle volte non so da dove cominciare, coi ricordi che si accavallano nella mente.
Questa volta, però, ho le idee chiarissime: voglio raccontarvi di un episodio che mi riguarda molto da vicino.
È stata organizzata una vacanza per d'inglese: un fine settimana di escursioni giochi di coppia e discoteca, uno dei tanti eventi di questo genere a cui ho assistito.
A questo tipo di incontri, partecipa la più varia umanità: cinquantenni separate che credono di essere ancora ragazzine, ventenni imbranati che non sanno come approcciarsi ad una ragazza, principesse sul pisello che non si accontentano e cercano l'impossibile, e ancora scapoli impenitenti in cerca della prossima "preda".
Una menzione a parte la meritano quelli che "si attaccano ad ogni cosa che respira" e non accettano un no come risposta.
La mia avventura ha come protagonista proprio uno di questi tipi insistenti e fastidiosi.
Nel primo pomeriggio del venerdì, gli ospiti arrivano alla spicciolata, tirati a lucido: le donne sono quasi tutte in minigonna o lounguette con spacco vertiginoso, sandali o stivali tali da far impazzire un feticista, camicette trasparenti e magliette scollate; gli uomini si comportano come galletti, coi loro jeans firmati, le camice bianche, o le maglie attillate.
Poi c'è chi esagera, presentandosi in completo firmato, per ostentare il proprio status sociale.
Ovviamente io me ne sto al bar, come al solito, a sorseggiare il mio spriz.
Una volta al completo, gli ospiti si affollano al bancone per l'aperitivo di benvenuto e per conoscere gli animatori.
Sì formano le camere, qualcuno sarà in doppia, altri hanno optato per la singola, e lo.staff illustra il programma di questi due giorni, poi i clienti sono liberi di andare a rinfrescarsi.
Un gruppo di ragazzi, i soliti galletti che non rimorchierebbero neppure pagando, ma si sentono tanto fighi, si ferma al bancone e ordina una bottiglia di champagne.
Noto che uno di loro mi guarda e chiede qualcosa al barman, che indica il mio compagno, che nel frattempo è impiegato a discutere di non so cosa col capo animatore.
I ragazzi continuano a bere, scherzando tra di loro e spendono molti soldi, nella speranza di far colpo.
Quello che avevo sorpreso a fissarmi, continua a farlo, ridendo in maniera esagerata e mostrandomi tutti i suoi soldi.
Quando il mio compagno si avvicina, gli fa i complimenti, mostrando un sorriso falso: "Ha veramente una splendida compagna, spero non ce la terrà nascosta per tutto il fine settimana."
Che battuta scontata! Già mi sta antipatico.
Ormai è quasi ora di cena e tutti si avviano verso il ristorante.
A tavola ognuno cerca di fare bella figura e l'imbarazzo e le aspettative risultano evidenti. Tutti sperano di non tornare a casa da soli!
A metà cena, uno degli animatori si avvicina al nostro tavolo e ci chiede se vogliamo partecipare anche noi alla serata che è stata organizzata per gli ospiti. Ci sarà un d-j set nella sala di fronte la piscina.
Decliniamo l'invito, io ODIO ballare!
Ci sediamo ai tavolini aborro piscina a chiacchierare tranquillamente con in mano due monitor, lontani dal caos della sala.
Gli ospiti vanno e vengono, alcuni soli, altri in gruppo, i più "fortunati" in coppia. Dopo un po' escono i soliti quattro ragazzi con in mano una bottiglia di champagne e quattro flutes. Sono già evidentemente alticci e il simpaticone del gruppo continua a fissarmi.
Il mio compagno riceve una telefonata e deve allontanarsi, così il galletto prende coraggio e mi offre da bere. Declino e lui, non contento del mio no, mi chiede: "Non ti piace divertirti?" Ecco, è esattamente la domanda che mi aspettavo, è proprio scontato!
Gli faccio notare che sto già bevendo e che mi sto rilassando. Non ho bisogno di lui per divertirmi!
Un po' offeso, ma per niente rassegnato, se ne va, fammi andò all'indietro, verso la piscina. Non vuole proprio darsi per vinto e, per continuare a guardarmi, fa un tuffo inaspettato tra le risate generali.
Per lui, la serata è ormai finita!
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