domenica 26 novembre 2017

Vi va di pensare un po' all'estate? Con questo tempo scommetterei di sì!

È una sera di giugno e c'è un tempo splendido.
La sala a bordo piscina è gremita di ragazzi: una delle ragazze più popolari della zona ha deciso di festeggiare in hotel il suo diciottesimo compleanno.
È tutto organizzato appositamente per divertirsi: buffet, dj e Barbanera che servono cocktails fantastici.

Eppure c'è qualcosa di sbagliato in questa festa.

I ragazzi, imbarazzati, parlano tra loro e guardano di nascosto le ragazze poco vestite  che cercano di mettersi in mostra, passando e ripassando davanti a loro. Ma nessuno ha il coraggio di rivolgere loro la parola.
Ci sono solo poche coppie e i soliti ragazzi popolari circondati da ragazzine adoranti.
Noi restiamo un po' in sala a "fare gli onori di casa", poi decidiamo di fare una passeggiata nel parco per controllare la situazione.

Anche perché quelle poche coppie, una alla volta, sono sparite.

E, in effetti, i nostri sospetti sono fondati. Non facciamo che pochi passi e troviamo subito due ragazzi che si baciano con tanta passione proprio a bordo piscina, in un angolo buio, non vorremmo interromperli, ma il mio compagno è costretto a farli allontanare dal bordo per evitare che possano cadere in acqua.
Proseguiamo la passeggiata e poco dopo troviamo una seconda coppia seminascosta dietro il fontanile: lei è china con le mani poggiate sul bordo della vasca, col vestito sollevato a mezza schiena e lui, dietro, si muove in maniera inequivocabile.
"Ti prego, continua, non fermarti... ti prego, più forte!"

È evidente che il ragazzo sa muoversi decisamente bene.

Però non possono dare spettacolo nel parco, dove può vederli chiunque.
A malincuore (non si dovrebbero interrompere certi "giochini")  il mio compagno è costretto di nuovo ad avvicinarsi: "Ragazzi, non potete fare certe cose, se non smettete dovrò cacciarvi."

Ecco, gli ha rovinato la serata, quasi mi dispiace per loro.

All'appello mancano ancora due ragazzi, gli altri li vediamo tornare verso la sala e ci salutano imbarazzati non appena ci vedono. Sanno che immaginiamo cosa stessero facendo.
Ci domandiamo dove siano finiti gli altri due.
D'un tratto sentiamo provenire rumori e gemiti da uno degli spogliatoi della piscina. La ragazza urla: "Oddio, oddio, così... ancora... oddio, muoioooo!"
Subito dopo li vediamo uscire ancora in disordine; la ragazza, appena ci nota, si affretta a risistemarli la gonna sgualcita e arrossisce visibilmente.

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